Introduzione

Negli ultimi anni, l’invio ai nostri servizi di casi in cui sono implicati livelli di funzionamento esecutivo ed attentivo deficitari, è aumentato in modo esponenziale. I deficit di attenzione e di funzionamento esecutivo, sono inoltre presenti trasversalmente in una serie di disturbi di varia eziologia e sintomatologia e ci viene posta la richiesta di una diagnosi funzionale che permetta l’intervento al momento, se possibile, dell’emergenza del disturbo.

Nel corso di questi anni la diffusione degli strumenti informatici ha inoltre modificato la modalità di analisi delle difficoltà dei nostri bambini. Dalla semplice registrazione degli errori nello svolgimento di un compito scolastico, si è passati alla misura delle componenti cognitive che sottendono una qualunque abilità scolastica. Si è passati cioè dalla analisi della lettura, scrittura e calcolo, alla misura della memoria, dell’attenzione e delle abilità percettive.

Non ci interessa più solo l’analisi dell’errore nella prestazione o della distanza esistente tra la prestazione in esame e il comportamento medio della popolazione, ma la misura del funzionamento dei diversi sistemi che concorrono all’apprendimento, un’analisi multifattoriale che ne discrimini ed integri le singoli componenti.

Nel tentativo di rispondere alla richiesta di strumenti idonei a tracciare, per i disturbi di nostra competenza, un profilo funzionalmente utile, abbiamo sperimentato la somministrazione di una batteria di test computerizzata che ci è sembrata interessante per generalizzabilità, precisione, riproponibilità e possibilità di verifica, nonché per fruibilità e motivazione all’esecuzione da parte dei bambini.

Ci siamo proposti quindi di pesare l’attendibilità di tale batteria tramite la verifica della concordanza empirica delle sue misurazioni, con quelle offerte da tests esecutivi relativi agli stessi parametri e con le relative diagnosi cliniche specifiche.

Abbiamo poi cercato uno spunto teorico che ci permettesse una visione organica ed ecologica dell’attenzione e delle funzioni esecutive  e ci fornisse un supporto significativo ed esplicativo dei dati rilevati. Riteniamo di poterlo identificare nell’approccio della percezione-azione con la sua proposta dell’ ”attenzione per l’azione”.

Il nostro scopo è quello di offrire un mezzo che dia misurazioni reali e non solo comportamentali dei deficit attentivi, permetta di  discriminare nei deficit esecutivi le eventuali singole e specifiche competenze attentive coinvolte e fornisca quadri di funzionamento individuale utili  ad approntare un piano di riabilitazione individuale ad hoc.