1.4  La testistica classica

Tempi di reazione semplici.

Il test dei tempi di reazione è utilizzato per misurare la velocità dei processi di informazione e capire la natura dei deficit attenzionali associati. La diminuzione della velocità dei processi di informazione è tradizionalmente ritenuta un indice di deficit attenzionali. La tecnica  si basa sulla misurazione dell’intervallo di tempo che intercorre tra la presentazione di uno stimolo (visivo, uditivo, tattile) e l’esecuzione di una risposta (generalmente la pressione di un pulsante con un dito di una mano). Si determinano le differenze nei tempi di elaborazione dell’informazione in relazione alla complessità dell’informazione stessa e alle richieste del compito sperimentale. Il tempo impiegato per rispondere alla comparsa di uno stimolo (condizione del “tempo di reazione semplice”) è minore del tempo necessario per rispondere nella condizione in cui si deve rispondere ad uno stimolo tra molti in sequenza o contemporanei.  La differenza tra il tempo di reazione di scelta e il tempo di reazione semplice (metodo della sottrazione) indica il tempo richiesto dall’aumento di complessità di elaborazione dell’informazione passando da un semplice processo di “detenzione” (detection) dello stimolo a un processo relativamente più complesso di discriminazione tra i due stimoli.  Esistono diversi tipi di compiti che si possono eseguire per mezzo del test sui T.R.. In neuropsicologia sono stati adottati vari paradigmi presenti in psicologia sperimentale, tra questi, i più comuni sono:

1. Compito semplice. I T.R. associati a compiti semplici si ottengono in una condizione in cui vi è un solo stimolo al quale deve essere data risposta (ad esempio, premere un pulsante con la mano destra ogni volta che compare un particolare stimolo target o bersaglio sullo schermo posto davanti al soggetto e non premere in risposta ad altri stimoli; condizione cosiddetta go-no-go).

2. Compito di scelta. I soggetti devono premere, ad esempio, un pulsante a destra in risposta ad uno stimolo X e un pulsante a sinistra in risposta ad uno stimolo Y. I pazienti cerebrolesi mostrano un ritardo generalizzato nei T.R. semplici e questo ritardo è notevolmente accentuato per i T.R. di scelta. Inoltre è stato rilevato che il ritardo nei T.R. di scelta è maggiore nei casi di lesione sinistra che destra (Dee e Van Allen, 1973; Benton, 1986).

3. Compito doppio. Si chiede al soggetto di eseguire simultaneamente due compiti. I due compiti possono interferire tra di loro perchè impegnano uno stesso processo o stadio di elaborazione oppure richiedono l’allocazione dell’attenzione su due compiti diversi

• I test classicamente utilizzati per discriminare l’efficienza dell’attenzione selettiva uditiva comprendono:

Auditory Motor Attention Test (Kornetsky e coll., 1959)

Viene presentata una serie casuale di lettere ed è richiesta la produzione di un determinato comportamento semplice ogni qual volta ne venga riconosciuta una prefissata.

Claridge 1 e 2 e Paced auditory serial attention task o PASAT (Gronwall, 1977)

Nel Claridge, la presentazione randomizzata in serie, è  costituita da numeri da 0 a 9 ed al  paziente si richiede di battere un colpo sul tavolo ogni qual volta riconosca un numero pari seguito da due numeri dispari ed uno pari.

Anche nel Pasat si presenta al soggetto una serie di numeri tra i quali effettuare operazioni di somma in sequenza: ogni numero andrà sommato al precedente.

Tali tests implicano oltre alla discriminazione uditiva,  una valutazione di ordine matematico  e l’automatizzazione di competenze che li rendono inadatti alla somministrazione a soggetti in età evolutiva.

 

Tra i test finalizzati alla misurazione dell’attenzione selettiva e sostenuta visiva e visuo-spaziale riporto:

Test delle campanelle (Andrea Biancardi, Ernesto Stoppa, 1997)

 Vengono presentati al soggetto quattro differenti fogli, ognuno dei quali contiene trentacinque campanelle ed altre figure rappresentanti oggetti animati e inanimati (ad esempio case, alberi, cavalli, pesci, etc..).

Si richiede al soggetto di barrare tutte le campanelle presenti nel foglio il più velocemente possibile.

Viene data una dimostrazione del compito da eseguire, barrando una campanella su un foglio di prova. Il soggetto non è al corrente né di quanto tempo ha a disposizione, né di quanti fogli gli verranno presentati e nemmeno del numero di campanelle contenute in ciascun foglio. Il tempo a disposizione del soggetto è di due minuti per foglio; la rilevazione del numero di campanelle barrate viene fatta ogni trenta secondi e annotata sul foglio di risposta. Se il soggetto interrompe la ricerca prima di aver individuato tutte le campanelle, l'esaminatore lo esorta a proseguire e annota il suo intervento sul foglio risposte; sono consentite al massimo tre sollecitazioni per foglio. I fogli vanno somministrati di seguito, limitando il più possibile le pause per la loro sostituzione.

Dalla somministrazione del test si ottengono due tipi di punteggio: il punteggio di rapidità in cui viene riportato il numero medio di campanelle trovate, le relative deviazioni standard nei primi 30 sec. di ricerca ed il punteggio di accuratezza che riporta la media e la deviazione standard del numero di campanelle trovate nei 120 sec previsti dalla prova.

Trails (Naglieri e Das, 1987, 1988).
Il test è costituito da due parti: nella Parte A i numeri sono ordinati, dalla parte superiore a quella inferiore del foglio, con i numeri pari sulla sinistra e i numeri dispari sul lato destro della pagina; nella Parte B la distribuzione destra-sinistra segue una sequenza che inizia con il numero 1 sulla sinistra, il 2 sulla destra, il seguente numero sulla sinistra e così via.
I soggetti devono unire in modo consecutivo i numeri, attraverso il tratto di una matita. Vengono calcolati il numero di errori e la velocità nell’eseguire il compito.

Test di cancellatura senza modello (Meili, 1967).

Viene presentato al soggetto un foglio dove sono disegnati nella striscia centrale del foglio archi aperti a destra o a sinistra e nella striscia orizzontale superiore ed inferiore al foglio alcuni segni, in corrispondenza agli archi. Il compito del soggetto consiste nel “cancellare tutti gli archi aperti a destra, se al di sopra e al di sotto di essi vi è una crocetta”. Il punteggio che viene calcolato è un punteggio globale che comprende errori ed omissioni e basato sul tempo impiegato.

Test di velocità nel contare le lettere A (Willison,1980).

Viene richiesto al soggetto di contare le lettere A sparse tra le altre lettere dell’alfabeto. Vengono calcolate il numero di risposte corrette, i falsi allarmi e le omissioni.

Test delle matrici (Spinnler e Tognoni, 1987)

Si richiede di sbarrare, in una matrice di tredici righe contenenti dieci numeri ciascuna, tutti i numeri corrispondenti a quelli indicati in testa alla matrice. Si segnala il tempo di esecuzione e si conteggiano errori ed omissioni.

Test dei Deux Barrages di Zazzo (Zazzo, 1960b, 1980)

Il test di Zazzo si articola in due prove. Nella prima viene presentato un foglio con 40 righe di segni, tra i quali uno, specificato all’inizio, che il soggetto deve sbarrare. Nella seconda prova il soggetto ha dieci minuti di tempo per individuare e sbarrare due  segni diversi.  Si valutano: rapidità,  inesattezze, numero di risposte corrette espresse in quozienti di rapidità e di rendimento, direzione del tratto, modalità di progressione, ritorni, posizione e progressione della matita, posizione della mano. I coefficienti di stabilità al retest sono piuttosto modesti ed il manuale italiano non riporta dati di validazione.

Continuous Performance Test o CPT (Rosvold, Mirsky, Sarason, Bransome e Beck, 1956).

Tra le lettere presentate al ritmo di circa una al secondo, il soggetto deve identificarne una specifica. Nella seconda condizione il soggetto deve dare una risposta solo se tale lettera è preceduta dalla A

Test of Variables of Attention (TOVA http://www.johnswank.com/johnswankcom/tova.htm )

E una versione computerizzata del CPT i cui targets non richiedono competenze verbali-alfabetiche in quanto diversificati per caratteristiche visuo-spaziali. Tale tratto ne  rende possibile la somministrazione a partire dai 4 anni di età.

 

• Il controllo inibitorio della risposta e l’effetto di interferenza sono classicamente testati con:

Matching Familiar Figure Test (MFFT Kagan, 1966)

Sono proposte sei figure tra cui dovrà essere scelta l’unica identica ad un modello presentato. Si valutano il tempo che intercorre tra la consegna del modello e la prima risposta e la numerosità degli errori.

Stroop Color Word Interference Test (Golden, 1978; Venturini e coll., 1983).
Il test di Stroop richiede la risposta a stimoli che variano in due dimensioni, una delle quali deve essere ignorata.  Semplice e veloce quanto a somministrazione, è articolato, nella sua formulazione classica, in tre subtest: leggere una lista di nomi di colori, dire il nome dei colori che presentano alcune macchie di colore, dire il nome del colore in cui sono stampate alcune denominazioni di colore (per esempio: se c’è la parola “verde” scritta in giallo, bisogna dire “giallo”). Il test si basa su un effetto descritto da Stroop oltre cinquanta anni fa (Stroop, 1935) relativo alla difficoltà di nominare un colore se questo viene usato per scrivere il nome di un altro colore. Esistono molte versioni degli stimoli; in Italia ne sono state pubblicate due forme approssimativamente parallele per contenuto (Venturini e coll., 1983). Una recente rassegna (McLeod, 1991) individua una ventina di variabili psicologiche la cui relazione con i risultati al test di Stroop appare considerevole. Quanto all’interpretazione dei risultati, McLeod ritiene semplicistiche le vecchie teorie riferite alla sola attenzione, preferendo teorie più recenti centrate sull’elaborazione parallela di dimensioni rilevanti e irrilevanti.

Apprendimento motorio invertito

Si chiederà al soggetto di alzare la mano chiusa a pugno ogni volta che l’operatore gli mostrerà la mano alzata con il palmo aperto e viceversa.

Si propongono 24 prove e l’analisi statistica è relativa al conteggio delle sole risposte esatte.

Data come assunto la stretta relazione fra fenomeni attentivi e mnestici si utilizza per il testing di tali componenti:

Digit Span (Wechsler, 1945, 1955,1981, 1987). Mediato dalle batterie Wechsler (the intelligence scales Wechsler, 1955, 1981 e la Wechsler Memory Scale WMS e WMS-R -Wechsler, 1945, 1987), il Digit Span è composto da due differenti test:

1. Digits Forward (ripetizione di cifre in avanti).

 2. Digits Backward (ripetizione di cifre a rovescio).

Il test è costituito da coppie di sequenze di numeri. L'esaminatore legge la sequenza numerica (un numero al secondo) e, quando la sequenza è ripetuta dal soggetto correttamente, legge la sequenza successiva, che è più lunga di un numero rispetto la precedente. La somministrazione procede finchè il soggetto fallisce una coppia di sequenze o ripete correttamente l'ultima sequenza composta da nove numeri. Può essere somministrata una terza sequenza dopo due fallimenti all'interno della stessa coppia. Il numero di cifre che il soggetto riesce a ripetere correttamente corrisponde al suo span di memoria di cifre. L'89% dei soggetti normali ha un Forward Span tra 5 e 8 (Kaplan, Fein, et al., 1991). Il range per il Digits Forward è 6 + o - 1 (G.A. Miller, 1956; Spitz, 1972): lo span di 6 o + sono nei limiti normali, uno span di 5 può essere ai margini dei limiti normali, uno span di 4 è considerato borderline, e 3 è deficitario.